NOTIZIARIO ITALIANO: 29 GENNAIO 2026: Federica Torzullo, il suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno e la tragedia del bambino. La straziante verità che ha sconvolto l’opinione pubblica…
Ed è così, forse, anzi, vado a sottolineare che ne usciamo sconfitti tutti quanti. Avvocato Pirani, vengo da lei perché proprio con lei avevamo già intrapreso un po’ questo discorso la volta scorsa, non per quanto riguarda magari i genitori di Claudio Carlomagno, ma proprio per quanto riguarda il bambino, il minore, che comunque si trova ancora al centro di questa storia e che ad oggi non ha perso solo una madre ed un padre, ma perde anche i nonni paterni.
Quindi già lei la volta scorsa ci aveva chiesto naturalmente di trattare il caso con tutta la delicatezza e la sensibilità giustamente che sarebbe dovuta derivare da racconto del genere. >> Purtroppo sembra quasi che sia stato profetico quello che avevo detto, cioè nel senso che in questa vicenda, come in tante altre, avevo effettivamente visto qualcosa che non mi piaceva.
Eh, c’era stato una eh un accanimento eh anche e soprattutto nei confronti delle persone più strette e vicine al l’indagato per eh poi diventare una vera e propria gogna mediatica. E ancor più io dico che in questa vicenda il minore va tutelato da ogni notizia, da ogni modo in cui la notizia viene riportato ancor di più, perché oggi è ancora più di ieri e dobbiamo un po’ tutti prendere atto di quel di come a volte eh una parola o le parole possono ferire molto più di una spada.
Mh, nel senso che dobbiamo prendere atto e coscienza che eh a volte i cosiddetti leoni da tastiera, perché qui in realtà veramente a volte abbiamo dei leoni da tastiera dove non c’è un filtro, allora dobbiamo ripristinare tutto in un discorso di equilibrio perché noi dobbiamo Hai detto bene tu Berrice subito quando hai detto che dietro ogni vicenda c’è ci sono delle persone e non sono solamente le persone coinvolte direttamente, ma anche quelle che lo sono indirettamente, perché dietro un omicidio ci sta sempre la tragedia della vittima, dei parenti
della vittima, ma anche dei parenti di chi commette quel crimine efferato. Quindi questo è un dato su cui mi auguro un po’ tutti i media, noi chi espone, chi parla anche ha la fortuna di parlare in questi canali di poter eh insegnare come ci si comporta di fronte a queste tragedie. >> Insomma, sicuramente sarà di insegnamento per tutti.
Io vado a leggervi quelli, uno, diciamo, tra i commenti che è stato riportato proprio dall’avvocato che segue Claudio Carlo Magno, un commento riportato dai social che ci lascia molto pensare. Vi ricordo che è un commento che appare in seguito, quindi dopo il suicidio dei coniugi Carlo Magno, leggiamolo insieme.
Ed è un commento alquanto pesante che sicuramente, insomma, chiunque sia ad averlo scritto, innanzitutto bisognerà capire come e in che modo avrà a che fare con la legge perché perché come abbiamo detto verrà aperta un un fascicolo proprio per istigazione al suicidio e poi leggerei proprio con voi. L’avvocato Miroli dice purtroppo ancora ieri però si leggevano sui social messaggi come quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro.
Quindi torniamo su quello che è un atteggiamento sicuramente aggressivo, insomma, dottor Palmegiani, una situazione che ha un peso emotivo molto molto forte, iniziando dalla scomparsa di Federica Torzullo, da quella che è stata la scoperta, dal modo in cui è rinvenuto, è stato rinvenuto il corpo, insomma, credo che nella sua carriera di corpi rinvenuti ne ha visti tanti, ma ci sono stati dettagli talmente feroci che evidentemente insieme ai social e insieme alla comparsa del nome di Pasquale Carlo Magno all’interno dell’inchiesta, evidentemente ha creato

un qualcosa di irreparabile, di ingestibile. Stiamo parlando di qualcosa grandissimo perché un dramma grandissimo con delle vittime secondarie. Penso innanzitutto il figlio della povera donna, ma anche i nonni da parte di lei, i parenti, perché poi abbiamo la sorella di lei, cioè abbiamo veramente un dramma tra i più grandi che ho visto come come situazione veramente particolare.
Poi andiamo sul discorso social. A livello social nessuno vuole pensare di fare una censura, però la situazione è >> eh anche lei più volte è stato vittima, diciamo, di questi leoni da tastiera. le doni della tastiera che perseverano in maniera totale, senza alcun freno. E ma quello che mi ha meravigliato che per esperienza anche personale che magari trovi il leone da tassiera, che immagino forse qualcuno aggressivo, va a vedere il profilo e magari una nonna con i potini, mette i bambini, mette i gattini, mette >> sembra una persona dolcissima, poi al
momento si scrive riesce a dire delle cose allucinanti, quindi il discorso è diverso, è proprio che forse il nascondersi dietro il modo devo forse crea dei mostri allucinanti al di fuori che che magari loro queste persone avrebbero mai detto una cosa del genere a loro vicino di casa quello nella fila tomba di due persone che si sono tolte la vita.
Momento ritengono di poter dire tutto e quindi è un dramma. Non ho una soluzione. Oggi sentivo una persona cheha parlato di educazione digitale. Sicuramente può essere un passo, ma credo anche ci sia bisogno non di una censura, ma di un minimo di controllimento, diciamo, di quelle che sono le regole e i controlli, perché sicuramente la situazione è totalmente fuori fuori controllo. E finisco.
Se noi se noi mettiamo ecco un mio amico ha messo la la copertina di un libro, eh tra l’altro un libro di poesie dove si vedeva una delle persone, una foto di anni 60 che correvano nude in un prato, ma nemmeno si intravedevano. Facebook gliel’ha censurata come immagine non propria, però poi sempre su Facebook puoi scrivere qualunque cosa, anche qualunque offesa.
Quindi c’è qualcosa che non mi torna da questo punto di vista. CIL tutte quelle persone che oggi scrivano scrivono “Rip riposa in pace” sotto naturalmente il profilo dei coniugi, magari erano quelli che fino a due giorni fa inveivano contro di loro per aver dato vita semplicemente a quest’uomo che a un certo punto sceglie di uccidere la propria moglie, perché ricordiamolo, comunque è stata una scelta quella di Claudio Carlo Magno che sicuramente non arriva per forza di cose da quello che è il rapporto con i genitori, l’educazione dei genitori,
insomma. Se fosse così sarebbe forse a un certo punto anche più facile, no, riuscire a prevedere il problema. >> Assolutamente sì. Tornando alla questione dei social, ritengo che anche cancellare il messaggio dopo averlo messo questo non tutela dal fatto che si possano fare screenshot e che il messaggio possa continuare a girare a macchia d’olio, allargandosi.
Quindi anche semplicemente il cancellare il messaggio, per quanto chiaramente sia deplorevole un’azione di questo tipo, eh non non risolve la questione in maniera più assoluta e purtroppo si tende sempre più spesso a appena accade un fatto di cronaca, a puntare il dito a voler cercare quasi il capro espiatorio della della questione perché perché spaventa e quindi abbiamo bisogno di trovare un colpevole a tutti i cosi, ma non ci accontentiamo di fare un passo indietro, sospendere il giudizio e andare ad analizzare la situazione a 360°, magari
domandandoci pure perché è accaduto, che cosa è accaduto intorno a quella persona, ma soprattutto se le persone che gli stanno intorno effettivamente possano avere possano avere sotto qualche aspetto delle responsabilità. E poi parliamo di un contesto piccolo, cioè un contesto dove le persone si conoscono e quindi la vita di tutti in realtà è di tutti sostanzialmente.
>> Tant’è vero che il figlio Davide aveva raccontato che erano stati a Roma proprio per fuggire un po’ proprio da Anguillara. Assolutamente. Assolutamente sì. Per poi tornarvi e chiaramente mettere in atto ciò che avevano pensato e organizzato e premeditato, quindi no, c’era tutto c’era tutto un disegno dietro.
Quindi, >> insomma, veramente una storia che ha lasciato, come abbiamo detto precedentemente, proprio una catena di dolori che però avvocato Viola, vengo da lei velocemente così poi ascolto anche gli altri ospiti, >> cioè avrà delle conseguenze adesso come funziona? Perché tutte quelle persone che naturalmente hanno scritto quelle cose terribili sotto i commenti, sotto i post dei genitori di Claudio Carlo Magno, pur avendoli cancellati ad oggi, essendo aperta un’inchiesta proprio per quanto riguarda istigazione al suicidio,
ora come ci si muoverà? Cosa si farà? Beh, certamente se la procura ha aperto questo fascicolo è perché evidentemente speriamo quando questo è stato fatto era perché ha avuto modo di poter acquisire questi dati e quindi questo chiaramente ora spetterà la procura cercare di recuperare anche attraverso, diciamo, il gestore meta di Facebook se si chiama in questo modo, di poter cercare di recuperare quanto più possibile e poi ricorregare chiaramente l’indirizzo IP al soggetto che e chiaramente questa è una vicenda Beatrice dalle conseguenze
debordanti. Immaginiamo, io faccio sempre questo esempio perché mi è venuto sin dal primo dal primo momento, quando lanciamo un sasso in uno specchio d’acqua, l’onda si propaga sempre di più. È proprio questa la conseguenza. Quindi un papà che ha deciso di recidere il rapporto tra figlio e mamma, una cosa gravissima.
A seguito genitori che per colpa di questa situazione hanno subito una gogna mediatica e hanno deciso di porre in essere questa questa questo gesto eh estremo. Il bambino al centro che che nell’arco di pochissimi giorni si è trovato senza un padre, senza una madre e senza due due nonni. Veramente una situazione che è veramente dell’incredibile.
Ci vuole un filtro, ci vuole prudenza e ci vuole sensibilità. Perché se non adottiamo un un modus operandi fondato su questi tre elementi, non se ne esce più. C’è troppa cattiveria e dobbiamo capire che quello che oggi è successo a Tizio poteva succedere anche a noi e allora in quella circostanza deve intervenire la sensibilità di ciascuno di noi.
>> Insomma, prima di scrivere bisognerebbeproprio farsi un esame di coscienza e mettersi un Si parla tanto di empatia, di empatia che non c’è più nelle famiglie, ma evidentemente dottor Doronso non è proprio più presente nella società. Perché vengo da lei? Perché lei, come il il dottor Palmegiani, l’avvocato Viola, insomma, essendo un po’ più esposti, soprattutto per quanto riguarda i social, si finisce spesso e anche lei ci ha finito spesso in questa sorta di gogna mediatica in cui si prendono insulti come se niente fosse,
persone che, insomma, ci chiediamo se incontrandoci su un marciapiede ci fermerebbero per dire le stesse cose che scrivono naturalmente dietro un uno schermo di un PC o sul loro tablet o sul loro telefonino. Però magari se da una parte ci sono in questo caso professionisti che un po’ accettano quello che è l’altro lato della medaglia, anche se comunque rimane ingiusto, dall’altra parte c’erano dei genitori che non hanno vissuto solo quello, hanno dovuto ovviamente vivere la la perdita di un figlio, ma proprio
dell’idea che avevano di un figlio, cioè accettare che il proprio figlio avesse fatto un gesto del genere e in più essere additati come colpevoli per le responsabilità di qualcun altro. Ma guarda, Beatrice, stasera vi sento tutti molto speranzosi sul fatto che questo sia l’inizio, no, di un insegnamento, un monitor a comportarsi in una certa maniera.
Io sono molto meno speranzoso perché secondo me da questa vicenda nessuno imparerà nulla di quelli che non vogliono imparare nulla. Per parlare di cronaca nera, per leg collegarmi a quello che diceva Simone Berterame, bisogna avere anche le le competenze, le capacità, la cautela, l’educazione di di raccontarlo in una certa maniera e onestamente nel specialmente negli ultimi mesi, che è quelli che un po’ sto attenzionando io in cui anch’io dicevo, no, per alcune cose in sui social, m diciamo che una parte di giornalismo anche non racconta in una certa maniera
come andrebbe raccontato il la cronaca nera si racconta con una morbosità un po’ eccessiva. Questo accade anche sui sui social. Io ho visto dei post relativi al caso di di dell’omicidio di Federica D’Orzullo che veramente sono vergognosi di insulti ai genitori soltanto perché magari è stata lanciata una notizia in cui ci sono 10 minuti che non sono chiari del passaggio di del padre, diciamo, di dell’assassino Tolzullo che non sono chiari. Sì.
E praticamente solo da queste questa notizia che non viene data in una maniera corretta, parte, diciamo, la gogna social, ma come la mamma, come la la signora che si è suicidata perché era un assessore al Comune ed era eh della Lega, venne collegata al fatto, ho visto un post assurdo in cui si parlava che siccome il figlio era bianco era italiano e quindi non giustificare diversamente questo questo delitto.
Cioè, ho letto delle cose assurde, come anche andare a dire che neanche i genitori si sono neanche i nonni sono preoccupati del nipote, quindi diciamo che sono simili al padre che non si è preoccupato del figlio, cioè veramente cose vergognose lette che poi nel caso di specie portano a un epilogo tragico che poi è l’epilogo a cui si arriva in alcuni casi è l’estremo arrivo, no, di una gogna social.
Poi magari questa gente non si renderà conto neanche ora di quello che ha fatto. L’istigazione al suicidio sarà difficile dimostrare. Questa gente purtroppo non paga, è questa la verità, perché molto spesso gli va bene, allora insultano. Tanto c’è dall’altra parte chi accetta questi insulti, come hai detto te, perché magari siamo abituati a queste situazioni, però credimi dà fastidio a me, come può dare fastidio anche a Armando Palmegiani, cioè o Antonello Viola, cioè subiamo degli insulti, noi li sopportiamo e va bene, ma c’è gente
che non ce la fa e questo sono gli epiloghi gli epiloghi a cui si arriva. la vittimizzazione secondaria non è un caso, cioè esiste, lo diciamo dall’inizio. Questa situazione è la vergogna ed è l’immagine di quello che sta succedendo sui social che danno chiaramente parola a tutti ovviamente non si vuole censurare, però per ci sono degli argomenti che non possono essere trattati da tutti e portano a queste situazioni proprio perché non si sa gestire il social che è una cosa così importante che ci aiuta tanto, ma
fondamentalmente poi ci porta a queste situazioni. Insomma, assolutamente, dottoressa Sartori, possiamo dire una sentenza è arrivata ancor prima eh di confermare naturalmente ogni tipo di dubbio che poteva esserci, perché ricordiamocelo, il dubbio su Pasquale Carlo Magno nasce nel momento in cui il furgoncino è stato visto in quei giorni proprio al di fuori della casa, ma Claudio Carlo Magno stesso aveva detto che il padre aveva citofonato più volte, che comunque sia non aveva aperto, in quella casa non era mai entrato, però eh
insomma è come se il giudizio naturalmente delle persone che seguono questi casi valga ancora di più ormai di quelli della della procura, di chi fa leindagini, insomma, e si antepone a quella che è la verità, quindi si parte immediatamente con quella che è un’idea senza più nessuna pietà rispetto alle persone che sono dall’altra parte.
Allora, i social uno strumento molto utile se utilizzato correttamente. Peccato che e noi lo vediamo tutti i giorni spesso, se non giornalmente sono divenuti una sorta di vomitorio, mi si passi il termine, è molto crudo, ma non ho altre parole per esprimer. prende l’idea dottoressa Sartori, >> perché lo abbiamo visto con il caso di Garlasco, lo abbiamo visto con questo caso di Anguillara e con tantissimi altri casi di cronaca.
Purtroppo le persone non svolgono un esercizio intellettuale adoperando il buon senso che è quello che invece dovrebbe accompagnare ogni nostra azione. Eh nell’ultimo periodo ehm si assistono ehm a tanti utenti che pensano di potersi eh diciamo così in un certo qual modo sostituire agli inquirenti, agli investigatori.
giocano a fare gli investigatori, accusano, difamano e anche molto pesantemente. E dall’altra parte ci sono persone fragili, persone che non possono tenere la barra dritta, per sentono schiacciati magari da quel caso che gli interessa in particolar modo, come appunto i genitori di Carlo Magno. E questi poi sono i risultati.
Io credo che le istituzioni dovrebbero prendere provvedimenti, non censurare, ma limitare l’utilizzo di social come Facebook o YouTube a persone che danno l’informazione senza accusare, senza ehm diciamo così sostituirsi agli inquirenti, perché le accuse, i processi si fanno delle deputati sedi non si fanno sui social e non è corretto neanche che passi questo messaggio, così come non si fanno in televisione, chiaramente.
Però a mio avviso >> basterebbe limitare i commenti alle notizie di cronaca. Già sarebbe un passo se i giornalisti, le testate quotidiane che sono onine e che trattano appunto i casi di cronaca, se disattivassero i commenti le persone non commenterebbero più, quantomeno nelle notizie riportate sui















