Annabella Martinelli, è stato davvero un suicidio? L’analisi di Gianluca Spina

Annabella Martinelli, è stato davvero un suicidio? L’analisi di Gianluca Spina


Annabella Martinelli aveva 22 anni ed era una studentessa di giurisprudenza. Scomparsa la sera del 6 gennaio, dopo essere uscita dalla sua casa di Padova, è stata ritrovata senza vita al 15 gennaio impiccata a un albero. Secondo fonti investigative è improbabile l’ipotesi che la morte della ragazza abbia avuto origini diverse dal suicidio.

 Ci sono però diversi elementi ancora oscuri. Ne parliamo con Gianluca Spina, commissario in congedo ed esperto di comunicazione non verbale. Cosa pensa di questo caso? Inizialmente era stato aperto un fascicolo per sequestro di persona. >> Allora, l’apertura del fascicolo come sequestro di persona era eh secondo me una scusa per poter indagare, cioè un escamotage di natura puramente tecnica.

Ehm io in in un mio video ho criticato la velocità nel bolare questo episodio come un improbabile non suicidio. Ehm e mi spiego, infatti m il mio contenuto è stato guardato da molti, ma alcuni hanno un po’ equivocato, perché vorrei sottolineare innanzitutto una problematica. Insinuare un dubbio non vuol dire eh negare un’evidenza, posto che per essere evidenza una cosa deve essere prima studiata e ha bisogno che che vengano escluse tutte le altre piste.

 Si dovrebbe sempre indagare così. In questo caso specifico ci sono delle cose indubbiamente eh strane m si è poste in correlazione con una decisione volontaria di togliersi la vita. E quali sono? sicuramente il fatto che questa ragazza, prima di togliersi la vita si sia preoccupata di acquistare due pizze. Il il fatto che siano state due, ma il fatto anche che avesse avuto voglia di mangiare, non nega certamente la decisione volontaria, ma obbligatoriamente deve porre dei dubbi che devono essere verificati.

Subito dopo aver comprato queste due pizze, acquista in un’altra pizzeria una bottiglietta d’acqua e una bottiglietta di Coca-Cola, sempre due. La sua bicicletta viene trovata assicurata ad un palo con catena e lucchetto. Altro gesto, se vogliamo, insolito per una persona che vuole togliersi la vita, ma che contemporaneamente si preoccupa di ritrovare la bicicletta se torna indietro.

Ecco, sono tutti elementi che in investigazione dovrebbero servire a ad andare piano col trarre delle conclusioni, secondo me, affrettate. Ultimamente noto che la soluzione del suicidio sembra quasi una panacea verso il male ehm di una di una certa, a me viene da dire incapacità di investigare, cioè una fretta nell’andare.

 un suicidio mette a posto tutto, insomma. Ecco, questo non va bene. Poi abbiamo altri elementi che sono emersiamente. Questo cerotto sulla bocca. Sì, >> sono tutte cose strane. Il fatto che la ragazza si sia avviata al buio in un viottolo nella boschlia e possa aver al buio o al massimo con una torcia da telefonino, organizzato l’azione utile a togliersi la vita.

Anche questa è una cosa strana. Poi aggiungerei ehm un altro aspetto. Io ho avuto modo di accedere al profilo eh social della ragazza che è stato eh attenzionato e preso a suffragio della tesi che volesse farla finita. Questa non è la pace. C’è una frase, un tweet un messaggio riferito a un discorso di pace.

 Ehm, non ricordo bene le parole, però ho notato che viene subito dopo una una pubblicazione a proposito di Trump e Elon Musk, cioè probabilmente quella quell’argomentazione sulla pace riguardava proprio la pace nel mondo e non la pace interiore. Ecco, troppa fretta nel dire che è un suicidio. Troppa fretta.

 ci sono sì delle cose che fanno pensare al suicidio come questi testi >> bigliettini >> che sarebbero stati ritrovati eh successivamente, ma di cui almeno io non ho preso eh visione e e sono è tutto da verificare, ma ci sono e non si possono negare degli elementi che pongono dei dubbi. Certo, è strano. È pur vero che delle persone che la storia dei suicidi dice pure che ci sono delle persone che magari compiono dei gesti assolutamente normali un attimo prima del del gesto volontario, ma sono assai rari.

 Di solito eh a me è capitato in servizio di intervenire eh diverse volte ehm sul luogo di un compiuto suicidio. Solitamente, abbastanza frequentemente la vittima lascia un chiaro messaggio perché altrettanto solitamente l’atto del suicidio tende a responsabilizzare chi sopravvive a proposito di quel gesto.

 Ehm e vorrei anche verificare un’altra cosa, cioè invitare soprattutto a non escludere mai un’altra pista che sta verificata anche quella traccia. mi è capitato, proprio in risposta alla pubblicazione di del mio video, di ricevere un messaggio privato da una persona che si è presentata a me ehm in quanto ehm qualche anno fa ha vissuto il suicidio di un proprio figlio e mi ha detto “Anche mio figlio si era addirittura fatto la doccia”.

Poi però nel colloquiarvi è uscito fuori un fortissimo sospetto di un’istigazione a quel gesto subita dal ragazzo. Quindi ecco, andiamoci tutti piano. Mettere del dubbio non vuol dire fare i complottisti, vuol dire invitare chi è preposta a investigare a farlo prima di cassare un evento cometale, suicidio. Bam! oppure omicidio.

 Ma non si può fare questa storia, non si può fare. >> Certo, ma una testimone ha raccontato di di averla vista tranquilla, ma una persona che sta per togliersi la vita dalla sua esperienza può effettivamente apparire così calma, così tranquilla come è stata descritta da questa persona? Allora, ehm tutte le volte che a me è capitato di intervenire sul luogo di un suicidio, mi è capitato purtroppo di intervenire dopo.

 Non mi è mai capitato di intervenire prima, quindi io non ho un’esperienza diretta a proposito di di dell’immagine o della comunicazione che la persona che ha deciso di togliersi la vita eh fa pone in essere poco prima. Certo è che, appunto, eh questa tranquillità andrebbe approfondita. È certamente una testimonianza.

 Poi, ecco, eh sulla base di le testimonianze sono sempre molto delicate perché sono sempre il frutto di un filtro soggettivo di ciò che si vede e bisogna vedere qual è il canone di tranquillità di questa persona, perché eh è sempre tutto molto relativo, ecco. È in dubbio però che non abbiamo una testimonianza che ci descrive la ragazza invece come cupa o preoccupata o in un evidente stato di ansia.

 È tutto molto strano, cioè e poi aggiungerei una cosa, una considerazione un po’ eh così eh dell’età. Ehm, facciamoci delle domande. Ehm, questa ragazza, leggendo anche quello che pubblicava in questo social, non sembrava una persona eh che stesse sull’orlo eh del suicidio, cioè a 22 anni. Mh, va molto è molto è assolutamente doveroso andare in profondità attraverso la famiglia, attraverso le le persone che lei frequentava, cioè ci vuole del tempo.

 A me la cosa che sinceramente ha sorpreso e forse si è capito, è la velocità. dopo poche ore escludere una pista alternativa al suicidio troppo presto per essere verosimile e e per convincermi che siano fatte tutte le indagini opportune troppo presto. >> Quindi secondo lei bisogna scavare a fondo anche in quella nella sua vita, nei rapporti che aveva e eventuali problemi.

 si è parlato anche forse di difficoltà con l’università, insomma, ci sono ancora tante cose da analizzare. >> Certo, ci sarebbero tante cose da analizzare e che e devono necessariamente essere analizzate. Cioè, una ragazza di 22 anni che si toglie la vita. Va bene. Se devo arrivare a questa conclusione ci devo arrivare perché ho escluso assolutamente senza dubbio alcuno tutte le piste alternative.

 Cioè il suicidio, a meno che non è un fatto abbastanza palese, eh, e per palese, eh ci devono essere proprio i segni dell’evidenza, quindi una magari una persistente forma di depressione certificata, una anche dei segni oggettivi. Io adesso non voglio urtare la sensibilità delle persone, ma ho visto ehm ho visto persone che si sono eh gettate da una finestra oppure impicchiate.

 Eh in centro a Milano accadeva spesso che le persone si gettassero eh sotto il treno della metropolitana. Mi capitò una volta un suicidio che di una persona che si gettò dalla terrazza della Rinascente, rischiando addirittura di colpire le persone sottostanti. Ehm si c’è sempre un segno evidente di un malessere che ha condotto la persona a compiere questo gesto estremo, un gesto estremo che, come ho detto prima, spesso ha la connotazione della del far ricadere questa responsabilità su qualcuno ehm che evidentemente

sopravvive e si intende farla sopravvivere con un fortissimo senso di colpa. Ecco, ci sono tutti questi segnali, ecco, vanno ricercati prima di dire che è un suicidio certo, perché è una ragazza di 22 anni da che no che poteva avere delle difficoltà, ma chi è che non ce l’ avute a quell’età? Ma chi è che non ha ehm Io penso che nella vita di ognuno di noi a quell’età eh possa aver eh ci possa aver lasciato o ci possa essere traccia di un qualche malessere, di un qualche disagio, di una di una di uno sconforto e però non

sempre tutto questo è prova certa della volontà di togliersi la vita. Certo, c’è l’oggettività che quel corpo è stato trovato in quel modo, però ci sono tantissimi segni che invitano al dubbio. Dubbio che deve servire ad indagare in tutte le direzioni possibili per poi raggiungere quella più certa oltre ogni ragionevole dubbio.

 Questa è una frase che ultimamente ricorre spesso. >> Sì, grazie. Grazie a lei.