Antonella Clerici porta Simba in studio: tra tenerezza televisiva e polemiche del pubblico

Antonella Clerici porta Simba in studio: tra tenerezza televisiva e polemiche del pubblico


Antonella Clerici, volto amatissimo della televisione italiana e padrona di casa del programma di Rai 1 È sempre mezzogiorno, ha chiuso l’ultimo appuntamento del mese con una sorpresa che ha immediatamente acceso il dibattito sui social e tra i telespettatori. In studio, accanto a lei, non c’era uno chef o un ospite speciale, ma Simba, un cucciolo di Labrador, cane della figlia Maelle.

“Questo è l’ultimo appuntamento del mese e ho una bellissima sorpresa… Ma prima andrò a cercare gli indizi dai miei scoiattolini… Se mi permettete vado a prendere la sorpresa…”, ha detto Clerici entrando in studio con il cane. Poi la spiegazione, semplice e affettuosa: “C’è un animaletto che si è perso dalla casa nel bosco… quindi ogni tanto, se si comporta bene, viene a trovarci… vero Simba?”.

Un momento che per molti è stato tenero, spontaneo e perfettamente in linea con il tono familiare del programma. Tuttavia, come spesso accade in televisione, non tutti hanno reagito allo stesso modo.


Il cane in cucina: una scelta che divide

La presenza di Simba nello studio di È sempre mezzogiorno, un programma che ruota attorno alla cucina e alla preparazione di piatti, ha sollevato immediatamente dubbi e critiche, soprattutto legate a temi di igiene e opportunità.

Per evitare problemi, Antonella Clerici ha affidato il cucciolo ad Alfio, chiedendogli di tenerlo lontano dai fornelli:
“Alfio, tu ami tantissimo gli animali e sei bravissimo, ma così non puoi mangiare perché non ti puoi avvicinare alla cucina… puoi tenere Simba per me?”.

Con qualche croccantino e tanta calma, la situazione è rimasta sotto controllo. Ma questo non è bastato a placare il dibattito che, poco dopo, è esploso sui social ufficiali del programma.


I commenti del pubblico: tra difesa e attacco

Sulla pagina social di Rai 1 e del programma sono comparsi centinaia di commenti, divisi in due grandi schieramenti. Da una parte chi ha apprezzato il gesto di Antonella Clerici, dall’altra chi lo ha giudicato inappropriato.

Molti utenti hanno criticato apertamente la scelta di portare un cane in uno studio televisivo che simula una cucina, sottolineando il tema dell’igiene alimentare e del rispetto delle regole. Alcuni commenti parlavano di “superficialità”, altri di “cattivo esempio”, soprattutto considerando che il programma va in onda in una fascia oraria seguita da famiglie e bambini.

Secondo i critici, la televisione pubblica dovrebbe mantenere standard più rigorosi, evitando scene che possano essere interpretate come poco professionali o discutibili dal punto di vista sanitario.


La risposta di chi difende Clerici

Accanto alle critiche, però, si sono moltiplicati anche i commenti a favore della conduttrice. Uno in particolare ha colpito l’attenzione generale per il suo tono diretto e polemico:

“Ma il cane grande in cucina vi dà così fastidio? No, dite? E voi, che avete cani, non li avete mai fatti entrare in cucina… davvero non ci credo. E poi è la prima volta che lei lo porta”.

Un commento che mette in luce una delle accuse più frequenti rivolte ai detrattori: l’ipocrisia. Secondo molti telespettatori, chi critica Clerici per la presenza di Simba ignora il fatto che, nella vita quotidiana, moltissime famiglie convivono con animali domestici che entrano liberamente negli spazi comuni, cucina compresa.


“Siete troppo rigidi”: la polemica si fa morale

Un altro commento, ancora più duro, ha ampliato la discussione spostandola su un piano etico e morale:

“Non vedo nulla di sbagliato. Siete tutti troppo fissati con l’igiene o ipocriti, sempre pronti a puntare il dito contro gli altri per sentirvi migliori. Prima di guardare il difetto nell’occhio altrui, togliete la trave dal vostro”.

Parole forti, che riflettono una frustrazione crescente verso quella che viene percepita come una cultura del giudizio continuo, soprattutto sui social network. In un mondo attraversato da crisi, guerre e problemi ben più gravi, molti si chiedono se sia davvero sensato concentrarsi sulla presenza di un cucciolo in uno studio televisivo.


Televisione, animali e sensibilità del pubblico

La vicenda di Simba apre una riflessione più ampia sul rapporto tra televisione e animali. Negli ultimi anni, la presenza di animali domestici nei programmi TV è diventata sempre più frequente, spesso come simbolo di autenticità, empatia e vicinanza al pubblico.

Antonella Clerici, in particolare, ha sempre costruito la sua immagine su un’idea di televisione familiare, calda, rassicurante, lontana dai formalismi e più vicina alla vita reale. In questo contesto, l’arrivo di Simba appare coerente con il personaggio pubblico della conduttrice.

Tuttavia, il confine tra spontaneità e professionalità resta sottile, soprattutto quando si parla di un programma culinario trasmesso dalla televisione pubblica.


Una polemica che dice molto sul nostro tempo

Al di là del cane e della cucina, ciò che colpisce è la velocità e l’intensità della reazione del pubblico. Un gesto semplice, quasi banale, diventa immediatamente oggetto di analisi, giudizio e scontro ideologico.

Da una parte c’è chi chiede rigore, regole e un certo distacco; dall’altra chi rivendica il diritto a una televisione più umana, meno ingessata e più simile alla vita quotidiana.


Conclusione: Simba come simbolo di una TV che divide

Alla fine, Simba è rimasto tranquillo, il programma è andato avanti senza incidenti e Antonella Clerici ha continuato a sorridere come sempre. Ma la sua comparsa ha lasciato dietro di sé una scia di commenti, riflessioni e polemiche.

Questo episodio dimostra come anche un gesto innocente possa trasformarsi in un caso mediatico, rivelando le tensioni, le aspettative e le contraddizioni del pubblico contemporaneo.

Forse, più che discutere se un cane possa entrare in uno studio televisivo, vale la pena chiederci perché siamo diventati così pronti a giudicare, e se non stiamo perdendo di vista ciò che davvero conta.