Pedro Pascal ricorda la collega scomparsa Catherine O’Hara in The Last of Us: “È stato un onore starti accanto”


La notizia della scomparsa di Catherine O’Hara, avvenuta all’età di 71 anni, ha profondamente scosso il mondo dello spettacolo e i milioni di spettatori che l’hanno amata nel corso di una carriera lunga e straordinaria. Tra i tanti messaggi di cordoglio apparsi nelle ore successive, uno in particolare ha colpito per la sua intensità emotiva e la sua sincerità: quello di Pedro Pascal, suo collega nella seconda stagione della serie HBO The Last of Us.
L’attore cileno-americano, 50 anni, ha voluto rendere omaggio a O’Hara con un post pubblicato su Instagram il venerdì successivo alla diffusione della notizia della sua morte. Un messaggio breve, ma carico di sentimento, che ha immediatamente fatto il giro del web e raccolto migliaia di commenti da parte di fan e colleghi.
“Che dono immenso è stato esserti vicino. Immensamente grato. Il mio mondo ora è un po’ meno luminoso. Questo mondo fortunato ti ha avuta e ti conserverà per sempre. Per sempre”, ha scritto Pascal.
“Unica e irripetibile. #CatherineOHara.”
Ad accompagnare le sue parole, una fotografia scattata sul set di The Last of Us: Pedro Pascal e Catherine O’Hara si abbracciano sorridendo, un’immagine semplice ma potente, che racconta più di qualsiasi dichiarazione ufficiale il legame umano nato durante le riprese della serie.
Un incontro artistico e umano sul set di The Last of Us
Nella seconda stagione della serie, adattamento televisivo dell’omonimo videogioco pluripremiato, Catherine O’Hara ha interpretato Gail, un personaggio inedito creato appositamente per la narrazione televisiva. Gail è la terapeuta di Joel, il personaggio interpretato da Pedro Pascal: una figura centrale nel percorso emotivo dell’uomo, segnato da traumi profondi, violenza e scelte morali devastanti.
Il rapporto tra Joel e Gail si sviluppa come uno dei più complessi e stratificati dell’intera stagione. Da un lato, Gail rappresenta uno spazio di ascolto e riflessione per Joel, aiutandolo a confrontarsi con il suo legame tormentato con Ellie, interpretata da Bella Ramsey. Dall’altro, il personaggio porta con sé una rabbia silenziosa ma costante nei confronti di Joel, colpevole di aver ucciso suo marito Eugene, interpretato da Joe Pantoliano, dopo che questi era stato infettato.
Catherine O’Hara ha dato vita a Gail con una sensibilità rara, alternando fermezza professionale e vulnerabilità personale. La sua interpretazione ha permesso al pubblico di cogliere tutta la complessità di una donna divisa tra il dovere etico, il dolore privato e il bisogno di dare un senso alla perdita.
Pedro Pascal, in diverse occasioni, ha descritto l’esperienza di lavorare con O’Hara come “un privilegio assoluto”. Secondo l’attore, la collega portava sul set una calma contagiosa e un’attenzione autentica verso gli altri, qualità che si riflettevano anche sullo schermo.
Il cordoglio del creatore della serie
Anche Craig Mazin, co-creatore di The Last of Us, ha voluto rendere omaggio a Catherine O’Hara con una dichiarazione ufficiale carica di affetto e rispetto.
“Catherine O’Hara non era solo una leggenda,” ha scritto Mazin. “Era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto, figuriamoci lavorare con lei. Siamo tutti profondamente addolorati per questa perdita. Le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia.”
Mazin ha sottolineato come il personaggio di Gail fosse stato pensato fin dall’inizio per Catherine O’Hara, convinto che solo lei potesse incarnare quella combinazione di autorevolezza, empatia e dolore trattenuto. “Catherine elevava ogni scena,” ha aggiunto. “Rendeva tutto più vero.”
Le reazioni del cast e dell’industria
Dopo il post di Pedro Pascal, numerosi membri del cast e dell’industria cinematografica hanno condiviso messaggi di ricordo. Bella Ramsey ha scritto che lavorare con O’Hara è stato “un insegnamento costante di umanità e ascolto”, ricordando come l’attrice trovasse sempre il tempo per parlare con i colleghi più giovani e incoraggiarli.
Altri attori e registi hanno definito Catherine O’Hara “una presenza luminosa”, capace di mettere chiunque a proprio agio senza mai imporsi. “Non cercava mai il centro della scena,” ha scritto un collega, “ma quando c’era, la scena le apparteneva naturalmente.”
Il ricordo del pubblico
Sui social network, migliaia di fan hanno espresso il proprio dolore per la perdita dell’attrice. Molti hanno ricordato i suoi ruoli più iconici, altri si sono soffermati proprio su Gail, definendola uno dei personaggi più toccanti della seconda stagione di The Last of Us.
“Gail non alza mai la voce,” ha scritto uno spettatore. “Eppure ogni sua parola pesa come una verità difficile da affrontare. Questo è il talento di Catherine O’Hara.”
Per molti, la sua interpretazione ha rappresentato un momento di pausa e riflessione all’interno di una serie spesso dominata dalla violenza e dalla disperazione. Gail diventa lo spazio in cui il dolore può essere nominato, osservato, senza necessariamente essere risolto.
Un’eredità che va oltre lo schermo
La scomparsa di Catherine O’Hara segna la fine di una presenza unica nel panorama artistico contemporaneo. Ma, come dimostrano le parole di Pedro Pascal, ciò che resta è molto più forte dell’assenza.
“È stato un onore starti accanto” non è solo una frase di commiato. È il riconoscimento di un’eredità umana oltre che artistica. Catherine O’Hara ha lasciato un segno profondo non solo attraverso i suoi personaggi, ma anche attraverso il modo in cui ha vissuto il lavoro: con rispetto, generosità e una profonda comprensione dell’animo umano.
In una serie come The Last of Us, che racconta un mondo devastato ma ancora capace di legami autentici, la presenza di O’Hara ha rappresentato una forma di luce discreta ma essenziale. Una luce che, come ha scritto Pedro Pascal, continuerà a brillare nella memoria di chi ha avuto la fortuna di conoscerla, lavorare con lei o semplicemente guardarla recitare.
E così, mentre il mondo dello spettacolo piange la sua scomparsa, resta la consapevolezza che Catherine O’Hara continuerà a vivere nelle storie che ha raccontato, negli sguardi che ha saputo interpretare e nelle vite che ha toccato, sullo schermo e fuori.
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