Addio a Catherine O’Hara: il Canada e Hollywood piangono una regina della comicità dal cuore immenso

LOS ANGELES – Il mondo dello spettacolo internazionale è in lutto per la scomparsa di Catherine O’Hara, attrice comica canadese di straordinario talento, capace di attraversare generi, epoche e personaggi con una naturalezza quasi camaleontica. L’attrice, amata dal grande pubblico per ruoli iconici come Moira Rose in Schitt’s Creek e la madre disperata Kate McCallister in Home Alone, si è spenta all’età di 71 anni, lasciando un vuoto profondo nel cuore di colleghi, fan e del suo Paese natale.
La notizia della sua morte è stata confermata da Marc Gurvitz, rappresentante del suo ufficio di gestione, mentre la Creative Artists Agency, citata dalla BBC, ha comunicato che O’Hara è deceduta venerdì nella sua casa di Los Angeles, dopo una breve malattia. Una scomparsa improvvisa che ha colto tutti di sorpresa, accendendo un’ondata di commozione e ricordi.
Una carriera che ha attraversato generazioni
Catherine O’Hara non è stata soltanto un’attrice: è stata un punto di riferimento culturale. Nata il 4 marzo 1954 e cresciuta a Toronto, era la sesta di sette figli in una famiglia numerosa, un ambiente che lei stessa avrebbe poi descritto come il primo laboratorio della sua comicità: osservare, ascoltare, adattarsi, reagire.
Il suo percorso artistico iniziò ufficialmente nel 1974, quando entrò a far parte del celebre gruppo di improvvisazione The Second City di Toronto. Due anni più tardi, quella fucina di talenti diede vita a SCTV, un programma televisivo che avrebbe segnato un’epoca e lanciato definitivamente la carriera di O’Hara. In quel contesto, la sua abilità nel creare personaggi memorabili, eccentrici ma profondamente umani, divenne evidente.
Dal culto cinematografico al successo planetario
Negli anni successivi, Catherine O’Hara costruì una filmografia ricca e variegata. Fu Delia Deetz nel cult Beetlejuice, un ruolo che mise in luce la sua capacità di fondere ironia e grottesco. Ma per milioni di spettatori in tutto il mondo, resterà per sempre la madre che corre disperata tra aeroporti e strade innevate per tornare dal figlio dimenticato a casa in Home Alone.
Quel personaggio, apparentemente semplice, divenne un’icona natalizia e una figura materna universale, tanto da segnare un’intera generazione di spettatori. Non era solo comicità: era empatia, ansia, amore puro.
L’omaggio straziante di Macaulay Culkin
Tra i tributi più toccanti, spicca quello di Macaulay Culkin, il bambino prodigio diventato adulto, che sul set di Home Alone aveva trovato in O’Hara non solo una collega, ma una vera figura di riferimento.
Sul suo profilo Instagram, Culkin ha scritto parole che hanno commosso il mondo intero:
“Mamma. Pensavo avessimo più tempo. Ne volevo ancora. Volevo sedermi accanto a te. Ti ho ascoltata, ma ho ancora tante cose da dirti. Ti voglio bene. Ci rivedremo.”
Un messaggio semplice, intimo, che ha restituito l’immagine di Catherine O’Hara non come diva irraggiungibile, ma come presenza affettuosa, capace di lasciare un segno umano profondo.
Il trionfo tardivo con Schitt’s Creek
Se Home Alone l’ha resa immortale nel cinema popolare, è stato Schitt’s Creek a consacrarla definitivamente come icona della televisione moderna. Nel ruolo di Moira Rose, O’Hara ha creato un personaggio sopra le righe, teatrale, assurdo, ma incredibilmente coerente e amato.
La sua interpretazione le valse nel 2020 il Premio Emmy come miglior attrice protagonista in una serie comica, contribuendo al dominio della serie durante la stagione dei premi culminata ai Golden Globe del 2021.
Moira Rose non era solo un personaggio: era una dichiarazione artistica. Un inno alla libertà espressiva, al coraggio di essere eccentrici, alla dignità anche nella caduta.
La voce dietro i personaggi animati
O’Hara ha lasciato il segno anche nel mondo dell’animazione. Ha prestato la voce a Sally in The Nightmare Before Christmas, diventando parte dell’immaginario gotico e poetico di Tim Burton. È stata Pinktail in The Wild Robot, Brook Ripple in Elemental e ha dato vita a numerosi personaggi in Frankenweenie, inclusa la signora Frankenstein.
La sua voce, riconoscibile e versatile, era capace di trasmettere dolcezza, inquietudine, ironia e malinconia, spesso tutte insieme.
L’omaggio del Canada: un’icona nazionale
La scomparsa di Catherine O’Hara ha suscitato reazioni immediate anche sul piano istituzionale. L’attuale Primo Ministro canadese Mark Carney ha scritto sulla piattaforma X:
“Mi unisco ai canadesi e ai fan di tutto il mondo nel piangere la perdita di Catherine O’Hara.”
Il suo predecessore, Justin Trudeau, l’ha definita:
“Un’icona amata del Canada, dotata di un talento comico raro e di una profonda gentilezza. Ha regalato risate a ogni generazione.”
Parole che sottolineano quanto O’Hara fosse percepita non solo come artista, ma come patrimonio culturale del Paese.
Una donna riservata, lontana dal clamore
Nonostante la fama internazionale, Catherine O’Hara ha sempre protetto la propria vita privata. Era sposata con Bo Welch, scenografo conosciuto nel 1987 sul set di Beetlejuice. Insieme hanno cresciuto due figli, mantenendo un equilibrio raro a Hollywood.
Chi la conosceva parla di una donna gentile, ironica anche fuori dal set, profondamente professionale e mai sopra le righe nella vita quotidiana.
Gli ultimi lavori e il coraggio di sperimentare
Negli anni più recenti, O’Hara non aveva smesso di mettersi alla prova. Nel 2025 è apparsa nella serie satirica hollywoodiana The Studio di Seth Rogen, interpretando Patty Leigh, una dirigente di studio licenziata: un ruolo che mescolava sarcasmo e malinconia, dimostrando ancora una volta la sua modernità artistica.
Aveva affrontato anche ruoli drammatici, come nel film Hope del 1997, rivelando una profondità interpretativa spesso sottovalutata.
Un’eredità che va oltre la comicità
Catherine O’Hara lascia un’eredità che va ben oltre premi e riconoscimenti. Ha insegnato che la comicità può essere intelligente, che l’eccesso può essere raffinato, che una donna può invecchiare sullo schermo senza perdere forza o centralità.
Ha aperto la strada a generazioni di attrici, dimostrando che l’autenticità è la forma più potente di carisma.
Un addio che è anche un grazie
Oggi, mentre Hollywood abbassa le luci e il Canada la saluta come una delle sue figlie più brillanti, resta il suono delle risate che ha regalato, delle battute che continuano a vivere, dei personaggi che non invecchiano.
Catherine O’Hara non c’è più, ma è ovunque: nei film natalizi che tornano ogni anno, nelle parrucche impossibili di Moira Rose, nelle voci animate che parlano ancora ai bambini e agli adulti.
E forse il tributo più vero è questo: continuare a ridere grazie a lei, ricordando che dietro ogni grande risata c’era una donna di immenso talento e profonda umanità.
Addio, Catherine.
E grazie, per sempre.















