Garlasco, qualcuno fingeva di essere Chiara? Albina Perri spiega il caso del gesso di Paola Cappa


Domani in edicola giallo e noi abbiamo in collegamento il direttore Albina Ferri. Bentrovata. Buonasera. >> Allora, vediamo se la possiamo vedere inquadrata, si è centrata perché la regina mi diceva che fuori onda che non eri centrata. Ora ti vediamo eh [risate] ora ti vediamo ben centrata, almeno credo i nostri registi sono sempre molto esigenti, però ora va benissimo.
Bene, >> sì, sì, credo che vada bene. Poi eventualmente Andrea Busoni può scrivermi e facciamo una comunicazione in diretta sul cellulare direttamente alla nostro direttore Albina Perry e con Andrea Busoni. Ora andiamo a scoprire la prima pagina di Giallo. Intanto ricordo il numero per scriverci per le domande al direttore stanno già arrivando, non c’era nemmeno bisogno, però lo ricordo 3349229505.
Mi fa sorridere che appena poi soprattutto quando si collega ancora di più subito ciao Albina sei forte, tutte queste cose qua, no? Arrivano messaggi di questo genere. Vediamo la prima pagina di domani di giallo in edicola domani con il regista del 122 di oggi che poi è sempre lui, quasi sempre lui, Andrea Busoni. La stiamo vedendo.
Partiamo da Carlasco. Il caso Carlasco, sul suo PC c’erano mail e chat a suo nome. Riferimento a Chiara Poggi. Titolo principale ora appare anche in TV. Qualcuno fingeva di essere Chiara. La ragazza aveva scoperto molte stranezze sul computer, usato anche da Marco e dai suoi amici. In questa settimana devo dire nessun dubbio su Titolo Occhiello e catenaccio, direttore, no, perché ti tolgo ti tolgo da da questi dubbi.
Beh, anche questa apertura molto forte, però eh >> è interessante. >> Sì, sì, sì, sì. Allora, chiaramente eh non è così campata, ma eh ci sono delle evidenze nel computer di Chiara Poggi, perché siamo sempre più eh diciamo attratti dal computer di Chiara Poggi >> e è sempre più probabile che il movente si trovi proprio lì dentro.
mh >> ehm risultano dei movimenti strani su quel computer, quindi al di là dei video di cui abbiamo già parlato, dei video intimi tra Chiara e Alberto che prima non avevano la password, poi invece Chiara ha deciso di mettere la password, evidentemente perché non si sentiva tranquilla.
Al di là di questo, ci sono dei movimenti strani sul suo computer quando lei sicuramente non c’è perché è a Londra. Quindi parliamo di quello che è accaduto intorno al 20 luglio. Eh, in questo periodo, analizzando, diciamo, quello che c’è all’interno del computer e andando a vedere quali sono i movimenti fatti su quel computer, appaiono delle mail, dei contatti e delle chat a nome di Chiara >> m >> che vengono aperte.
Ma Chiara non c’è perché è a Londra, quindi la domanda è chi li ha aperti? >> Eh, certo. Chi è stato? >> Esatto. Quindi il primo la prima domanda è chi ha andato a vedere queste chat e queste mail dove c’è dentro il nome di Chiara proprio nell’indirio. Ma poi soprattutto la seconda domanda è: “Ma quelle mail, quelle chat erano veramente di Chiara? Perché noi Chiara la conosciamo, la conosciamo con una come una persona molto limpida, molto eh riservata e che aveva le sue mail, ma che sono quelle che di cui tutti già sappiamo, aveva le
chat di cui tutti noi abbiamo sempre parlato, quindi con delle amiche, poche amiche, con Alberto Stasi e veramente pochissime altre persone, quindi che ci siano altre mail, altre chat a suo nome sul suo computer è veramente strano e che vengano aperte quando lei non c’è. Tra l’altro coloro che domani acquisteranno già lo troveranno proprio un articolo che reca la firma di Albina Perry e che io ho letto con grande attenzione.
Mi ha colpito molto proprio il contrapporre una sorta di riepilogo iniziale di tutte le testimonianze sul carattere, sulle attitudini di Chiara Poggia, appunto, come ragazza piuttosto seria, anche piuttosto severa, no, sotto il profilo morale e poi questo questi contenuti così ambigui, così misteriosi sul suo eh computer.
E adesso, come diceva Albina Perry, il computer di Chiarapoggi sta riacquisendo una centralità che forse in passato, insomma, difficilmente gli è stata accordata. E vorrei chiedere al direttore Albina Perri anche qualche considerazione per quanto riguarda una dibattutissima, diciamo, intervista televisiva a cui si è sottoposto Andrea Sempio a fronte della domanda “Secondo te, chi ha ucciso Chiara Poggi?” lui ha dichiarato al momento, mi rifaccio alla sentenza, secondo me è stato Alberto Stasi. Che valutazione dai di questa
intervista e poi anche del servizio delle delle Iene di cui abbiamo parlato recentemente anche con Laura Marinaro? Ma guarda, io penso che esempio in un’intervista in TV concordata non potesse dire altro che sono innocente per me l’assassino Alberto Stasi. Cioè, non non mi stupisce più di tanto questa sua eh presa di posizione, mi stupisce che fosse lì e che qualcuno gli abbia fatto queste ovvie domande a cui lui non poteva che rispondere con delle ovvie risposte.
Quindi direi che eh nulla toglie e nulla aggiunge. ma poi specievedere esempio in televisione parlare molto tranquillamente serenamente quando sappiamo che non non ha mai voluto essere invece interrogato o ascoltato dal procuratore Napoleone. È un suo diritto, per carità, però diciamo che che comunque in qualche modo pesa, no? anche se eh l’atteggiamento del dell’indagato in qualche modo pesa nella nelle considerazioni della procura, perché se una persona deve essere portata forza per fargli il DNA, non sta facendo proprio la figura della persona
che è tranquilla ed è disponibile a collaborare con con la procura. Anzi, mi ricordo che all’inizio, soprattutto quando l’avvocato era Lovati, c’era veramente quasi un, no, uno scontro, un faccia a faccia. Eh, vi ricordate la taccia con con quanta energia andava contro la procura e con qu e anche senza paura, no? con tanto di emoticons.
Sì, sì, ricordiamo slogan anni 70 >> e anche Lovati quanto fosse proprio eh a allo scontro diretto con la procura. io e adesso non c’è più Lovati, quindi hanno cambiato anche strategia, anche se comunque continuano a non a non voler far sottoporre Andrea Sempio a una a un interrogatorio, però vabbè, adesso sono un pochino più moderati, però soprattutto all’inizio c’era questo scontro diretto molto forte che secondo me non è furbissimo nel momento in cui sei indagato e non hai nulla da nascondere. Ecco, quindi credo
che comunque questi atteggiamenti, per quanto non siano eh illeciti, anzi siano assolutamente previsti dalla legge, però poi abbiano comunque un’influenza su eh anche sul >> sul Ecco, no, c’è stato un salto di linea, però ti abbiamo recuperato >> sul giudizio sul giudizio che la procura si fa e m insomma anche per capire se è sulla giusta direzione oppure no.
Comunque vengono valutate, vengono valutate anche le interviste, vengo viene valutato tutto, quindi vabbè è una sua scelta. Come come ti dico, non credo che abbia aggiunto né tolto nulla. >> Peraltro volevo dare spazio ad alcuni telespettatori o ascoltatori. Abbiamo scelto, come sempre facciamo, selezioniamo un uomo e una donna.
Cominciamo da Elvis che è particolarmente pro albina perché è tra quelle che ha scritto subito “Ciao Albina, ci spieghi la storia del gesso e del tutore della gemella K?” >> Mamma, [risate] >> ci serve una puntata storia e più che una storia un’epopea, >> quindi non lo so, vediamo perché dobbiamo completare anche giallo.
Ci sono altri interessanti? >> Eh, ci sono anche altre storie, infatti. >> Vai. >> Allora, diciamola in la dico in 2 secondi, eh. Dunque, cioè partiamo da facciamolo a livello storico così, cronologico, così si capisce. A un certo punto esce un audio eh di Paola K. Stiamo parlando di Paola K. Eh in questo audio stava parlando con un suo amico e dice eh dopo il delitto mh i carabinieri hanno chiesto a me e mia sorella di aiutarli a incastrare stasi e noi ci siamo fte.
Quindi poi anche qua non si capisce perché prima dice che gliel’hanno chiesto, poi che si sono offerte loro, non è chiarissimo. comunque e sta parlando di qualcosa che è avvenuto 34 giorni dopo il delitto, quindi subito subito lei dice subito i primi giorni e aggiunge pensa che io avevo il gesso e mi hanno portato di corsa in ospedale a togliere il gesso e tra l’altro poi questa cosa mi ha anche decreato dei problemi al ginocchio perché non è guarito come doveva guarire.
Ok, però eh il problema qual è? Il problema è che dopo il delitto Paola K non aveva nessun gesso, aveva un tutore mobile che si poteva togliere e mettere. Non solo lei è uscita dall’ospedale con il tutore, non è mai uscita dall’ospedale col gesto ed è uscita dall’ospedale prima del delitto. Il cinque. A parte che ci sono le fotografie dove si vede benissimo che ha un tutore e non ha un gesso, quindi non so veramente di cosa stiamo parlando perché più che vedere le foto, le immagini, eh sapere che la mamma di Paola K a SIT dice è uscita il 5
dall’ospedale col tutore e il girello, quindi non parla mai di gesso, è ovvio che quello che Paola ha detto in quella vocale è una banale bugia. Poi perché l’abbia detta, perché non l’abbia detta, eh, non lo so, ma è anche, diciamo, che è anche un po’ assurda in sé, perché mai i carabinieri li avrebbero dovuto eh far togliere il gesso per aiutarli a incastrare stasi, cioè è tutta una cosa che non ha alcun senso logico, infat >> di cui si sta dibattendo da giorni perché poi è uscita una foto di Paola in ospedale con un gesto con una gamba
ingessata. Allora, che Paola K nella sua vita possa aver avuto un gesso, ci sta. Il problema è che lei nel vocale dice che questa cosa lei è successa dopo l’omicidio, quindi dopo che era uscita dall’ospedale e in quei giorni aveva un tutore, cioè è evidente, ci sono le foto, aveva un tutore, non ha veramente mi fa andare i patti questa cosa, perché più che avere una fotografia in video dove si vede che è un tutore mobile, che tra l’altro lei toglie a settembre e poi eh da settembre in poi non usa più, nonso che cos’altro si può fare per far
vedere che non aveva alcun gesso. Ecco, questa è un po’ la storia del gesso. >> E così abbiamo risposto Elvis. Proviamo a rispondere rapidamente perché poi abbiamo pochi minuti. Andrea, baci da Napoli. Ormai l’ho ribattezzato così perché ci manda i baci da Napoli e mette proprio eh la faccina con il bacino il cuoricino.
Voleva chiedere al direttore cosa ne pensa della posizione dei consulenti dei Poggi che sembrano remare solo contro Alberto Alberto Stasi e anche della posizione dei consulenti Occhietti e porta. Eh sì, io credo che eh il nostro ascoltatore si riferisca in particolar modo alle parole di del dottore Daelli che ha espresso, come dire, un cauto ottimismo a proposito delle analisi effettuate su alcuni monili, su alcuni oggetti che Chiara indossava nel momento del delitto, tra cui la Cavaliera >> e poi aggiunge dei consulenti che hanno dichiarato di mettersi in silenzio
stampa. Ormai siamo un po’ come nel calcio, no? Quando ci sono gli errori arbitrali, le squadre vanno in silenzio stampa, sta succedendo anche per Garlasco. Eh, direttore, rispondiamo al ad Andrea. Allora, sui consulenti del Sempio, io credo che forse non sia chiaro che Alberto Stasi è già stato condannato, è già in galera e non è necessario trovare delle cose contro Alberto Stasi perché Alberto Stasi è eh per la legge è colpevole, è in galera e ha fatto già tre gradi di giudizio, quindi non è che possiamo fargli un
altro processo eh contro. il processo contro l’ha già avuto. Quindi poi nel dettaglio cosa stanno dicendo i consulenti dei Poggi? che eh siccome c’è il suo DNA sull’estatè, allora è probabile, secondo loro, insomma, questo questo estatè colloca Alberto Stasi sulla scena del crimine, eh ma è un passaggio logico e veramente senza senso anche questo, perché comunque l’essa lui ha detto di averlo bevuto, era lì la sera prima e soprattutto ha solo 23 minuti per commettere il delitto, se gli aggiungiamo anche che si è fermato a
bere l’estatee e a fare colazione, capite bene che non ci si sta dentro i tempi, cioè già non ci si stava dentro. Figuriamoci se si se eh Stasi è pure fermato a bere l’estatee a fare colazione, poi tutto un tratto ha avuto questa crisi e un’altra cosa che è stata detta è che è una de un movente possibile sempre dai difensori, diciamo, dalla parte civile, eh quindi dai dai consulenti dei Poggi, che una movente può essere stato il fatto che Chiara Poggi quella sera ha guardato la tesi e magari ha cambiato qualche virgola nella
tesi di Alberto Stasi, ma anche questo, cioè penso che sia siamo veramente al limite della della barzelletta che eh purtroppo stiamo parlando di un caso di cronaca di una morte di una persona in galera, quindi c’è poco da ridere, però veramente siamo arrivati a dei livelli eh di >> veramente comicità, ecco, perché ehm >> anche un po’ offensivi, diciamo, no, nei confronti di chi sta indagando seriamente, perché dire che questo potrebbe essere un >> moventì veramente una presa in giro.
Eh, detto ciò, eh perché i i consulenti dei Poggi siano così agguerriti e vogliano a tutti i costi Stasi unico colpevole, bisognerebbe chiederlo a loro fondamentalmente perché non anche questo non non segue alcuna logica. La logica potrebbe essere o il non voler ammettere di aver fatto degli errori in passato, oppure, ma qua sono più maliziosa, eh, il fatto che comunque l’indagato nuovo sia proprio Andrea Sempio che in qualche modo è era o è ancora, da quanto ci dice Sempio stesso, il migliore amico di Marco Poggi e quindi
potrebbe esserci questa attenzione, questo voler stasi a tutti i costi. Perché l’alternativa è Andrea Sempio e Andrea Sempio è una persona molto vicina alla famiglia Poggi. Poi se addirittura pensiamo che oltre ad Andrea Sempio, Andrea Sempio in questo momento è indagato in concorso, quindi oltre a lui potrebbero esserci anche altre persone nel gruppo, probabilmente, ecco, si potrebbe spiegare così questo interesse a che non esca non escano altri nomi e che l’unico colpevole resti Stasi.
Peraltro integro il messaggio di Andrea da Napoli che scrive: “Saluto Albina Perry, domani mattina comprerò come sempre il suo giornale, comprerà anche lui giallo.” Allora, andiamo.















