Il Gattopardo, il finale della miniserie evento Netflix, anticipato dal quinto episodio: ce ne parla la regista, Laura Luchetti

Il Gattopardo, il finale della miniserie evento Netflix, anticipato dal quinto episodio: ce ne parla la regista, Laura Luchetti

Don Fabrizio, il Principe di Salina (Kim Rossi Stuart) in un monologo pieno di emozione e di verità universali afferma di appartenere ad “Una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi e i nuovi” trovandosi a disagio in entrambi perchè ha la consapevolezza del progressivo, inarrestabile e lento declino della classe nobiliare travolta dagli eventi che spaccano in due il paese. Con questo monologo si raggiunge l’apice narrativo del quinto episodio, l’unico girato a Torino, l’episodio delle verità, della caduta delle maschere, della consapevolezza della realtà di ognuno dei personaggi.

Il Gattopardo si avvia al suo finale attraverso una puntata in cui il potere politico si spezza sotto le nuove forze rivoluzionarie cosi come il castello di cristallo costruito da Don Fabrizio per la sua famiglia. La disillusione di Concetta (Benedetta Porcaroli) nel vedere cosa è divenuto di Tancredi (Saul Nanni), il vero volto di Angelica (Deva Cassel) che si svela senza pudore, la malinconia di Don Fabrizio nel rendersi conto che il suo tempo è passato. Tutti elementi che la regista Laura Luchetti ha raccontato apportando il suo sentire, la sua anima, andando ad approfondire il racconto sul femminile, soprattutto nel cambiamento del personaggio di Concetta, sottile e al tempo stesso esplosivo.

Il Gattopardo.  Kim Rossi Stuart as Fabrizio Benedetta Porcaroli as Concetta in episode 105 of Il Gattopardo. Cr. Lucia...
Il Gattopardo. (L to R) Kim Rossi Stuart as Fabrizio, Benedetta Porcaroli as Concetta in episode 105 of Il Gattopardo. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2024LUCIA IUORIO/NETFLIX

A rendere particolare questo episodio-chiave della serie è anche la sua location, che si sposta dalla Sicilia per raggiungere un’altrettanto poetica Torino. Oltre alle scene in esterne in piazza Carignano, via Carlo Alberto, piazza Palazzo di Città, Parco ai Caduti dei Lager Nazisti, lo shooting ha coinvolto il Museo Nazionale del Risorgimento – che ha aperto l’aula della Camera dei deputati del Parlamento subalpino, Palazzo Carignano, Palazzo Birago Di Borgaro, Palazzo Cisterna, Palazzo Civico, e anche il Parco del Valentino. Ed è stato proprio nella città capoluogo piemontese che Laura Luchetti, è tornata sui luoghi che hanno fatto da sfondo a La Bella estate (2023) il film d’esordio di Deva Cassel, che la regista ha qui riabbracciato e diretto una nuova volta.

A livello personale, prima ancora umano che professionale, cosa ti ha regalato la regia di questo quinto episodio? Che viaggio nell’800 è stato per te?

Questo episodio mi ha regalato l’opportunità di raccontare una parte di romanzo che ha fatto storia. E questo ha rappresentato per me un grande privilegio ed una grande emozione. E’ stato un viaggio in un Ottocento pieno di contraddizioni, di eleganza e polvere da sparo, di famiglie che si sgretolano sotto il peso del nuovo che arriva e di un paese giovane che cerca di mettersi insieme. Un Ottocento dove un personaggio femminile finalmente alza la testa e chiede ciò di cui ha diritto…

Photo  Erica Fava muro productions Jewels  iosseliani Glam  Costanza Stefania

Photo – Erica Fava @muro productions
Jewels – @iosseliani
Glam – Costanza Stefania

Questo episodio rappresenta un picco narrativo/emotivo chiave della storia. La caduta delle maschere. Ci sono una serie di faccia-a-faccia memorabili tra tutti e quattro i personaggi principali. A partire dal matrimonio, di tradimenti, di Angelica e Tancredi, che si vedranno entrambi “sfidati” da Don Fabrizio. Com’è che hai voluto rappresentare questi “scontri” frontali? Mi riferisco a Don Fabrizio – dal volto sempre più stanco e affaticato, assalito sempre più dal senso di colpa per gli errori commessi (“non è facile arrivare alla mia età e capire che hai sbagliato tutto” dice a Concetta), soprattutto verso i suoi figli (“nessuno ha avuto il coraggio di dirmelo”) – che affronta prima Angelica e poi Tancredi, arrivando a strattonarlo.

In questo episodio il termometro emotivo sale molto. Giunti a Torino Don Fabrizio e sua figlia Concetta si scontreranno con una serie di scomode verità. E’ l’episodio dove la verità è rivelata, quella relativa alla coppia Angelica-Tancredi e quella del rapporto Concetta-Fabrizio, uno stretto rapporto padre-figlia che però dovrà necessariamente cambiare. E’ anche il racconto di un padre potente che si accorge di aver sbagliato tutto e mostra una fragilità commovente. In tutta la puntata il mio fuoco sono state le emozioni, le relazioni, le passioni e quindi la recitazione, le sottigliezze degli sguardi i silenzi. I meravigliosi attori con cui ho avuto l’onore di lavorare mi hanno permesso di fare questo lavoro regalandomi dei momenti di grande emozione.

Il discorso-monologo del Principe di Salina è una manifestazione di onestà intellettuale (e di orgoglio) che gli fa onore, in quel suo rifiuto di “vendersi” (dal suo punto di vista), aprendo la strada “alle persone senza scrupoli”, come ad esempio Don Calogero Sedara (Francesco Colella immenso). Che momento è questo per l’intera serie? Quanto è profondamente attuale questo passaggio se pensiamo al nostro presente?

Il discorso del Principe è un momento saliente del racconto. Dopo una analisi profondissima ed arguta del proprio status e del potere che rappresenta, Don Fabrizio con lucidità e coraggio, fa un passo indietro rispetto alle lusinghe del potere. Un esempio per tutti i politici di ieri e oggi: la capacità di analizzare cosi in profondita il proprio posto nella società e le necessità che il nuovo che avanza porta avanti. E’ in momenti come questi che il romanzo si dimostra universale e non solo legato al nostro presente, ma anche al futuro. L’analisi del potere famigliare e di quello pubblico fatta da Lampedusa è in grado di  raccontare il potere in maniera totale e senza tempo.

Il Gattopardo il finale della serie Netflix anticipato da un episodiochiave “Tutte le maschere cadranno”
LUCIA IUORIO/NETFLIX

Tancredi è un’altra anima smarrita, pentito di non avere scelto Concetta, è un giovane uomo svuotato. Come hai lavorato con Saul Nanni?

Saul Nanni è un giovane attore meravigliosamente curioso e in allerta. E’ un piacere lavorare con lui, ha un grande entusiasmo per la ricerca e per il suo lavoro. Non si tira mai indietro anche quando gli ho chiesto di improvvisare, si è buttato con entusiasmo. Il suo personaggio è estremante difficile, perché è sempre al limite fra essere amabile e deprecabile, ed un personaggio cosi non è di facile interpretazione. Saul ha messo in Tancredi la propria energia vitale, la propria curiosità, la propria intelligenza emotiva, riuscendosi a cucire addosso un personaggio molto complicato in maniera impeccabile.

Il Gattopardo il finale della serie Netflix anticipato da un episodiochiave “Tutte le maschere cadranno”
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Quella che emerge sempre più in tutta la sua forza, dignità e umanità e Concetta. Ancora combattuta tra i sentimenti che prova per Tancredi e l’amore che le manifesta, autentico, raro, Bombello. Che donna volevi facesse emergere Concetta in questo episodio? Quanto, attraverso la prova fantastica di Benedetta Porcaroli (il suo sguardo malinconico ti entra dentro e non esce più) c’è del tuo personale punto di vista femminile (da unica regista donna della serie)?

La gioia di dirigere proprio questo episodio deriva anche dal racconto sul femminile che vi è presente. Benedetta è un’attrice di grande profondità ed ho amato lavorare con lei sui silenzi, i non detti e poi l’esplosione che porta finalmente il personaggio al confronto durissimo con Tancredi prima e quello emozionante con il padre poi. Concetta è una donna che chiede di essere libera. Libera dai dettami di una famiglia molto ingombrante, libera da un padre che ama ma all’ombra del quale è sempre vissuta. La malinconia di Benedetta si trasforma in forza, ed ho amato tirar fuori quell’urgano che le esplode dentro nella scena in carrozza con il padre. Volevo che Concetta fosse una donna di oggi, una donna universale e credo che questo vanga fuori…

Il Gattopardo il finale della serie Netflix anticipato da un episodiochiave “Tutte le maschere cadranno”
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Ho lasciato per ultima Angelica, capace, anche nei suoi silenzi, di farci arrivare tutta l’infelicità del suo matrimonio. Quanto volevi mostrare attraverso gli sguardi (e poche, ma incisive, parole) questo suo malessere? Cosa prova Angelica in questo episodio?

Volevo lavorare sulla malinconia di Angelica, agli occhi di tutti una avida calcolatrice. Angelica come Concetta è un prodotto del proprio padre. Mi son sempre chiesta chiesta quale futuro avrebbe avuto se la sua vita non fosse stata completamente diretta dalle ambizioni paterne. Quando Concetta arriva a Torino, lo sguardo di Angelica non è sereno, sa il valore che ha Concetta, e mi son sempre chiesta  se Angelica volesse solo esser come lei… Ma Angelica è anche una leonessa e quando Don Fabrizio scopre il suo grande segreto, Angelica ruggisce e si difende, e su questo abbiamo lavorato molto con Deva, in una scena dove questa giovane donna tiene testa a Don Fabrizio lasciandolo senza parole. Un forte cambio di emozione del personaggio di Angelica sul quale ci siamo soffermate molto nella preparazione della scena.

Con Deva Cassel si è creato un rapporto speciale, sei stata la regista che l’ha fatta esordire ne “La bella estate”, e a Torino avete girato negli stessi luoghi. Che Deva hai ritrovato in questo set? Quanto sta evolvendo il suo talento attoriale?

E’ stato molto bello ritrovare Deva e lavorare di nuovo insieme  a Torino la citta dove abbiamo girato La Bella Estate e dove lei ha fatto il suo debutto con me appena finita la maturità. Ho un grande affetto per i miei giovani attori e soprattutto quelli che “battezzo”, come in questo caso. Li guardo crescere e gioisco dei loro traguardi. La conoscenza reciproca e l’aver lavorato insieme per il mio film hanno aiutato la preparazione delle scene e dello stato d’animo di Angelica ora a  Torino, lontana dalla Sicilia e sposata con Tancredi. Lei sa bene cosa cerco nelle scene, mi conosce e mi ha regalato dei momenti bellissimi di recitazione che mi hanno fatto sentire ancor piuù fiera del suo meraviglioso percorso…

finale gattopardo

Deva Cassel e Laura Luchetti sul set de “Il Gattopardo”

 LUCIA IUORIO/NETFLIX
Mi racconti un aneddoto divertente che è successo sul set?

Mentre stavamo girando un esterno a Torino un gruppetto di bambini di 7-8 anni si sono avvicinati alla troupe. Tutti dietro ad uno che sembrava essere il più spigliato. Il più spigliato si fa coraggio e si fa avanti:

“Che cosa girate?”.
“Una serie” gli rispondo.
Si gira verso gli amichetti e dice: “Ha detto che girano una serie”.

Tutti i bambini fanno si, si col capo. Poi il capogruppo mi guarda di nuovo:
“Per Netflix?”.
“Bravo – gli dico – Sì, per Netflix”.

Il capo gruppo si gira verso gli amici e gli confida la grande verità:
“E’ una serie per Netflix!”
“Ahhh ” Fanno in coro i ragazzini.

M guarda: “E mi può dire come si intitola?”.
“Non so se te lo posso dire…”

Leggo il disappunto nei suoi occhi, non posso deluderlo. Gli faccio cenno di avvicinarsi che glielo dirò all’orecchio. Lui si avvicina ed io gli sussurro:
“Si intitola: Il Gattopardo!”.

Lui mi guarda vittorioso, ha carpito il mio segreto. Si gira verso gli amici e ad alta voce esclama:
“Ha detto che si intitola il Gatto Marcio !!”

Tutti i bambini scoppiano a ridere, gridando: “Il Gattomarcio!!”.

E come erano arrivati spariscono fra le comparse e le carrozze,  in un frastuono di risate e gambe veloci,  gridando a pieni polmoni che in città stanno girando Il Gattomarcio…

Il Gattopardo il finale della serie Netflix anticipato da un episodiochiave “Tutte le maschere cadranno”
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