Carla Gronchi, Vittoria Leone, Marianna Scalfaro, Franca Ciampi, Clio Napolitano, Laura Mattarella: l’eleganza, nello stile di sei First Ladies italiane
Presenze discrete, ma influenti. Eleganti nel portamento e consapevoli del potere dei loro riti, raramente hanno amato mettersi in mostra. Sono le mogli, o le figlie nei casi di vedovanza, dei Presidenti della Repubblica Italiana. “Lontane dagli stereotipi di donne ancillari e di pura facciata, hanno lasciato un segno nella definizione dell’immagine dell’Italia repubblicana” scrive Anna Tonelli in Presidentesse (Le Monnier), saggio dedicato alle figure femminili – poco raccontate – del Quirinale. Hanno sempre avuto un’immagine estremamente rilevante sulla scena pubblica – che si tratti di viaggi di Stato, cerimoniali, o un qualsiasi altro impegno istituzionale, o di creare una connessione empatica con i cittadini. E l’attitudine, la gestualità e l’attenzione dedicate al vestirsi sono uno spazio in cui parlare dei propri principi, dei propri ideali. Nello stile delle First Ladies italiane gli abiti sono parte di una narrazione più ampia, in cui si intersecano politica, ideologia e personalità. Da Carla Gronchi a Vittoria Leone, e poi Marianna Scalfaro, Franca Ciampi, Clio Napolitano e Laura Mattarella: il linguaggio estetico di ognuna di esse è uno strumento di lettura delle epoche di cui sono state protagoniste. “Chi veste più in alta tenuta, soprattutto di giorno? Neppure le First Ladies lo fanno. Le più moderne si compiacciono di mostrarsi in pubblico in abiti assolutamente casual” si leggeva in un editoriale pubblicato su Vogue Italia a Marzo del 1977. Ecco quindi una panoramica sul rapporto che alcune delle Prime Donne italiane hanno avuto, o hanno, con gli abiti.
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Carla Gronchi, l’eleganza classica
Carla Bissatini, moglie di Giovanni Gronchi, fu la First Lady italiana – la seconda nella storia della Repubblica – dal 1955 al 1962. Era un’ex ragioniera, parlava tre lingue, e stare davanti ai riflettori non le dispiaceva poi molto. Indossava spille, colli di visone e gonne a ruota, abiti iper ricamati e perle al collo, tailleur a pois e sofisticati copricapi: era dotata di un indiscutibile gusto borghese e di una classe innata. Fu la prima a fare dell’eleganza un linguaggio: Carla Gronchi era molto presente nella scena pubblica, ma senza distogliere l’attenzione dal ruolo che ricopriva. Riuscì a competere con l’eleganza dell’imperatrice Soraya, di Grace di Monaco o della Regina Elisabetta, con un fare tanto rassicurante quanto raffinato.
Fireshot/Getty ImagesJacqueline Kennedy e Carla Gronchi, Roma, 1962
PA Images/Getty ImagesCarla e Giovanni Gronchi insieme alla Regina Elisabetta e al Duca di Edimburgo, Londra, 1958
Marka/Getty ImagesGiovanni Gronchi, Giulio Andreotti e Carla Gronchi, 1960
L’eleganza studiata di Vittoria Leone
Di lei si scrive sempre che è stata la più giovane e la più affascinante tra le First Ladies italiane, la prima a traghettare il ruolo, e la definizione dello stesso, nella modernità. Vittoria Michitto, consorte del Presidente Giovanni Leone, in carica dal 1971 al 1978, ha la bellezza mediterranea di una casertana e il portamento regale di chi ha sangue inglese. Ha studiato pianoforte al Conservatorio di Napoli, è appassionata di arte e ha uno spiccato senso del gusto per l’arredamento, oltre che per gli abiti. Di lei, nell’Aprile del 1972, si scriveva su Vogue Italia “Già al momento della cerimonia ufficiale indossava un modello di Valentino, sinonimo della moda italiana per eccellenza. È celebre per la sobria raffinatezza del suo stile di vestire e di vivere, come per il suo particolare modo di essere affabile e insieme riservata, brillante e diplomatica, dotata di calda umanità e insieme di grande autocontrollo”. Raramente, prima e dopo di lei, si è parlato tanto di una First Lady italiana sul nostro giornale. Si divideva tra vernissage, partite di tennis e impegni istituzionali, mostrandosi all’altezza di ogni situazione.
«Ah, è lei la signora Leone, adesso capisco il successo di suo marito…» le disse John Kennedy, seduto accanto a lei a una cena. «Thank you Mr. President» ribatté lei, «ma forse non capisce le sue qualità». Fu lei, nel 1973, a combattere per l’Italia quella che i giornali ribattezzarono “guerra delle due dame”. Durante il ricevimento all’Ambasciata di Italia a Parigi, in occasione di una visita al capo di stato francese, Georges Pompidou, Donna Vittoria sfoggiò un abito di chiffon rosso Valentino con una spilla di brillanti, rubini e smeraldi, mentre Claude Pompidou splendeva in uno Chanel di mussola color albicocca. Aveva però delle posizioni antiriformiste quanto a divorzio e aborto, e non mancò di essere accusata di trattare la questione femminile con superficialità. E in uno scenario politico di crisi, la sua eleganza studiata fu spesso oggetto di contestazione – e non solo delle femministe.

Vittoriano Rastelli/Getty ImagesGiovanni Leone, Gerald Ford, Vittoria Leone e Betty Ford, Washington, 1974

Vittoriano Rastelli/Getty ImagesVittoria e Giovanni Leone insieme al Segretario di Stato Americano Henry Kissinger, Washington, 1974

Vittoriano Rastelli/Getty ImagesGiovanni e Vittoria Leone insieme a Mohammad Reza Pahlavi e l’Imperatrice Farah Diba, Tehran, 1974

Daniel SIMON/Getty ImagesVittoria e Giovanni Leone, Parigi, 1973
Marianna Scalfaro: l’eleganza dell’equilibrio
Discreta, empatica, essenziale. Marianna Scalfaro, accanto a suo padre Oscar Luigi Scalfaro dal 1992 al 1999, veniva affettuosamente chiamata “La Signorina”. Il suo nome doveva essere Gianna Rosa, ma sua madre, Mariannuzza Inzitari, perse la vita poco dopo il parto e l’ex Presidente della Repubblica volle tenerne viva la memoria. Attenta a ogni dettaglio, è stata forse tra le più presenti nella quotidianità del Quirinale. Ma con gli abiti ragionava per sottrazione, con l’intento di non spostare l’attenzione destinata a suo padre. Colori per lo più neutri, tagli puliti e guizzi misurati, dove nulla veniva lasciato al caso. E dove l’apparenza era calibrata su una presenza raffinata ma equilibrata.

GERARD JULIEN/Getty ImagesMarianna e Oscar Luigi Scalfaro insieme al Re Juan Carlos e alla Regina Sofia di Spagna, Roma, 1998

RAMZI HAIDAR/Getty ImagesMarianna e Oscar Luigi Scalfaro, Beirut, 1997

TSUGUFUMI MATSUMOTO/Getty ImagesL’Imperatore giapponese Akihito con Marianna e Oscar Luigi Scalfaro, Tokyo, 1998
L’eleganza autentica di Franca Ciampi
Franca Pilla, moglie del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, al Quirinale dal 1999 al 2006, fu una First Lady anti-protocollo, e per questo tra le più amate dagli italiani. È stata una presenza rassicurante accanto a suo marito, tanto che su Vogue Italia, a Febbraio del 2003, Cesare Cunaccia parlava dei Ciampi come una delle cool couples del momento. “Sale vertiginosamente anche la fama che circonda la coppia presidenziale italiana, unita nella vita e negli impegni istituzionali da cinquantatré anni. Una power couple leggendaria. Donna Franca, née Pilli, gode di ampio consenso al pari del presidente Ciampi per le sue fulminanti puntualizzazioni, specie per aver definito “deficiente” la tv nazionale” scriveva. Tanto vivace e spiritosa nell’animo quanto sobria nel vestire, ha sempre rappresentato a pieno lo spirito delle signore perbene. Raramente mancava di indossare una spilla sul bavero della giacca e delle perle, ma non volle mai abbracciare a pieno la formalità destinata al suo ruolo.

picture alliance/Getty ImagesFranca e Carlo Azeglio Ciampi, Berlino, 1999

AWAD AWADFranca e Carlo Azeglio Ciampi insieme a Suha e Yasser Arafat, Ramallah, 1999
Clio Napolitano e la sua eleganza disciplinata
Prima di trasferirsi al Quirinale insieme a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblicata italiana dal 2006 al 2015, Clio Maria Bittoni lavorava come avvocata, da esperta nel diritto del lavoro quale era. Pare che facesse fatica ad adattarsi alle consuetudini della vita presidenziale – seguì lo scrutinio presidenziale nel loro appartamento di via dei Serpenti, mentre metteva in ordine – ma con gli abiti, al contrario, si è sempre raccontata molto disciplinata, misurando attentamente il contesto in cui li avrebbe indossati. Dovevano tenere la scena, senza esporre la First Lady più del necessario. Colori sobri e tagli classici, lunghezze midi e pochi ricami, con la formalità richiesta a una figura come la sua.

Giorgio Cosulich/Getty ImagesClio Maria Napolitano, Roma, 2013

Chris Jackson/Getty ImagesGiorgio e Clio Napolitano, Roma, 2006
L’eleganza puntuale di Laura Mattarella
Laura Mattarella è accanto a suo padre Sergio Mattarella, nel ruolo di Supplente Consorte del Presidente della Repubblica Italiana, dal 2015. Avvocata di professione, ha sempre avuto un’immagine sobria, discreta, puntuale e rassicurante rispetto al suo impegno istituzionale. Tailleur sartoriali su misura, linee morbide e mai aderenti, tonalità mai troppo accese, e accessori ricercati. Raramente indossa marchi riconoscibili – fatta eccezione per le mise Giorgio Armani, riservate alle occasioni più speciali – ma non è difficile vederla indossare certi capi più di una volta. Lo stile della First Lady riflette una presenza affidabile, seria, mai invadente ma anzi dedita alla sua posizione.

MICHAEL CAMPANELLA/Getty ImagesLaura Mattarella insieme alla Regina Silvia di Svezia, Stoccolma, 2018















